La Libia in aiuto del padre del “bunga bunga”?

I sanguinari e disumani crimini che stanno sconvolgendo la Libia in questi giorni distolgono quasi interamente l’attenzione dal caso Ruby, dal bunga bunga e dai fatti più recenti dell’attualità italiana.

I rapporti tra il Premier e Gheddafi, cosa ben nota, sono stretti e strategicamente amichevoli.

Sembra quasi che siamo di fronte a decisioni prese a tavolino. Si spara sulla folla, si gioca con la libertà e la dignità di un popolo, in nome di un patto in cui a dominare è la logica del potere e della corruzione?

In soli trentacinque anni di vita, ho visto scorrere davanti ai miei occhi immagini a cui mai avrei pensato di assistere: stragi, guerre, attentati, sfruttamenti che calpestano ogni diritto umano, persone che si vendono per il solo scopo di stare sulla cresta dell’onda. E ancora violenza, odio, rancori,  soprusi di ogni genere contro la natura, contro gli animali, contro questo nostro povero mondo che ormai è irrimediabilmente stanco di noi.

Dinnanzi a tutto ciò, non mi sorprenderei se la mia ipotesi fosse un’altra spietata, folle ma effettiva realtà.

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